La prima volta è stato un profumo

7 agosto, 2012  |  Pubblicato in Chef a Domicilio

“Alcune avventure iniziano con un profumo, magari evocativo, oppure nuovo, rivelazione di un momento o di un cambiamento finalmente espresso. Alcuni profumi sono trasporto, altri sono chiodo e martello. Il profumo che io dico è nascita. Improbabile poterlo descrivere perchè deriva da una miscela che io trovo sinfonia orchestrata ad arte in un luogo chiamato cucina. Doppiopetto bianco, cappello, pantaloni scuri e quella particolare alchimia che fa della mia persona il veicolo di un odore caratterizzante una professione. L’effluvio aereo di tante note differenti, il coinvolgimento conseguente, univoco, di tutti i sensi e la sublimazione del momento in cui una materia prima si trasforma in prodotto finale, cibo, arte, sapore. Odorando casualmente la mia divisa ho compreso un giorno di essere un cuoco davvero ed è stato allora che ogni possibile via di ritorno si è definitivamente polverizzata dietro di me. Là è iniziata la mia avventura. Cucinare, cucinavo da sempre, tanto che la memoria deve compiere piroette memorabili per guardare tanto indietro nel tempo. Ma cucinare non era come essere cuoco e alla sorpresa che mi ha colpito nello scoprirlo è seguita la fame di imparare. Fino ad una nuova sorpresa, che mi colpì più ancora della prima: sapevo per la verità già cucinare piuttosto bene! Essere cuoco allora mi è apparso nella sua completezza, tecnica e passione, misura ed audacia, metodo e personalità… Tutto insieme. Ho iniziato così a lavorare in qualche ristorante, a fare serate come cuoco aggiunto in banchetti ed il piacere è cresciuto nello sperimentare il senso del lavoro di squadra che si svolge in una brigata di cucina. Meraviglia delle meraviglie quell’affaccendarsi tra fornelli e celle frigorifere, tra forni e piani di lavoro, tra coltelli e mestoli e colini. La stanchezza di questo lavoro alla sera è quasi estraniante. Ho concluso serate a notte inoltrata, riordinando cucine sperdute di bellissimi ristoranti dispersi, di ottima qualità e suggestiva ambientazione. Uscendo, con la borsa di lavoro stranamente più pesante di quando l’avevo portata all’arrivo, la brina della notte e l’aria fredda mi hanno spesso accolta nel loro abbraccio vagamente malinconico e solitario. L’odore, quell’odore, mi si era appiccicato addosso e andando verso la macchina, con lo scricchiolio della ghiaia sotto ai piedi, mi sono sentita appagata. Insomma, è cresciuta se possibile la passione per mezzo dell’esercizio che ha dato corpo e forma ad un’idea fino ad allora per lo più immaginata. L’idea vera è nata da qui, da questo punto. Uno chef a domicilio organizza il proprio tempo oltre al proprio mestiere e questo da dei vantaggi impareggiabili. Il tempo è risorsa personale e il metodo, che si acquisisce, ne diviene tutore. Il tempo è una splendida risorsa.”


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